LA MIA COLONIA FELINA *
Come l' Aurora, piange al mattino
Il suo figlio morto ucciso d 'Achille
Così anch' io, piango ogni giorno
I miei piccoli amici che non ci sono più.
Mi sento più simile a loro e dissimile ai miei simili
E se qualcuno di essi soffre e muore, mi addolora
Soffre tutto il mio essere e muore una parte di me.
Amano incamminarsi dalla colonia- avanti, indietro
A me da presso, nella valle del fiume Aniene
Giocano, si rincorrono, mi fermo, si fermano
Mi muovo, si muovono qualcuno dei più piccoli piange
Si sente smarrito, lo chiamo, l' aspetto
E poi tutti insieme sostiamo su dei massi di tufo .
Seduto, mi salgono sulle spalle, sulle ginocchia,
sulla testa, in un abbraccio continuo, si alternano gelosi
per ricevere un sussurro,una carezza è una gioia
e il tiepido sole del mattino e della sera, che ci riscalda,
vedendoci gioisce.
Leopold Persidi Roma.10-12-2001
*Secondo Premio Letterario Anna Maria Salerno
Roma. Ediz.2001/2002 Sezione poesia
 
   
Lettera Denuncia
Non tralasciate le colonie,salvezza e rifugio di queste povere creature;dove
avvengono le più spietate discriminazioni e i più acerrimi conflitti. Qui è
evidente il razzismo e lo specismo,
non si da tregua alle degne-sensibili persone che difendono,sfamano e hanno
cura di questi esseri
indifesi. E' l'oltraggio:Che non si addice ad una società, la quale si
ritiene civile.
Questa società,come Astured dea dei Sumèri, è madre di ogni abominio.
Le recrudescenze, le morti accertate o presunte,le sevizie,i maltrattamenti
sembrano inverosimili,
ma purtroppo sono di una realtà agghiacciante e vigliaccamente
crudele..Dovute all'ignoranza,
all' avversione,alle discriminazioni,che adulti e non,hanno nei confronti di
questi sfortunati animali…Tanto,che i su accennati,aggrediscono con minacce
di morte e decisione cruenta di sterminare le colonie.
Adulti che istigano e fomentano “ragazzacci”,gia predisposti o per
emulazione a spedizioni sadiche contro questi nostri piccoli amici.
Attorno regna l'omertà più assoluta,le coscienze più sensibili dormono per
paura.
Chi ha cura di queste creature,porta viva dentro di se, un'amarezza di non
aver fatto abbastanza
per loro.

Leopold Persidi ( il poeta gattaro) Roma 03-10-2003
 
   
Testimonianza.

Arrivano a centinaia portati dalla sorte e hanno quasi tutti bisogno di
cure immediate. Piccoli di pochi giorni di pochi mesi o grandi perché feriti
o ammalati.Sicuramente hanno fame perché stremati dalle prove che hanno
dovuto superare e sopportare fino a prima di scegliermi. Si perché sono loro
che scelgono noi, sono loro che scelgono me. Il destino e il loro sesto
senso li portano a me, destino che a volte e' rappresentato da una persona o
da un bambino e a volte dal caso. In questi anni tutte le cure possibili
sono state usate per quasi tutti i tipi di malattie; dal semplice
raffreddore alla più letale ed inguaribile malattia. Si perché queste povere
bestiole sono sottoposte a tutti i pericoli, non ultimi la strada, gli
abbandoni e i cani lasciati anche loro al proprio destino….
Le medicine usate per curarli sono più o meno le solite dagli antibiotici
alle flebo per chi si trova in fin di vita , anche le malattie sono sempre
le solite : la rinotracheite, la dissenteria, le malattie della pelle, la
leucemia la gastroenterite, i tumori etc.
Le malattie sono tante e loro diminuiscono sempre di più,
sono sempre più indifesi a tutto ciò che li circonda.
Io rappresentante del genere “umano” come tanti altri li rispetto e mi
prendo cura di loro ma i tanti altri “umani” sono a volte causa della loro
sofferenza.
L'unico aiuto che hanno e' quello che io tento di dargli come posso….
L'unica cosa sicura e certa che posso dargli incondizionatamente e senza
limiti e' l'AMORE.
Credo che il rispetto sia l'unico vero sentimento che tutti noi dovremmo
sentire, sotto qualsiasi forma esso si esprima.
Sono un randagio come i miei piccoli amici,mi sento più simile a loro e
dissimile ai miei simili;
perché emarginato,insultato,aggredito da esseri spregevoli che hanno il dono
della bestialità.La loro ignoranza a volte raggiunge picchi di crudeltà
inauditi.
Ma è sempre la pietà e l'amore che vince,e si pone come baluardo in difesa
di queste povere creature indifese.
Non c'è amore più grande,di quello che si ha,verso questi sfortunati esseri
perseguitati.Per un rispetto che debbo a loro li chiamo “Itineranti”e quelli
che restano nella mia colonia”Stanziali”.E per quelli che muoiono o dispersi
ho perso il sonno e non rimane che un tormentato pensiero e l'angoscia.

Leopold Persidi e sua figlia Viviana (Roma-23-07-2003)
 
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